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LE RAGIONI DELLA RIFORMA – INTERVISTA A PAULO PINTO DE ALBUQUERQUE

LE RAGIONI DELLA RIFORMA – INTERVISTA A PAULO PINTO DE ALBUQUERQUE

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Referendum sulla giustizia. Le ragioni della riforma.

Questa riforma aumenta le garanzie del cittadino e migliora la qualità della giustizia, in particolare di quella penale.

Intervista a Paulo Pinto de  Albuquerque

Catedrático della Università Cattolica di Lisbona, Doctor honoris causa mult., già Giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo

(a cura della redazione di Diritto di Difesa)

Osservando dall’esterno il dibattito italiano sulla separazione delle carriere, ritiene che la riforma proposta si muova nel solco del modello accusatorio, o che rischi di alterare gli equilibri costituzionali propri del sistema italiano?

La separazione delle carriere della magistratura contribuisce, in maniera significativa, alla piena realizzazione del principio accusatorio, alla salvaguardia del principio di presunzione di innocenza e al rispetto del giusto processo. Inoltre, favorisce anche una maggiore valorizzazione della magistratura requirente. Ritengo pertanto che non vi sia nessuno rischio che questa riforma alteri gli equilibri costituzionali propri del sistema italiano.

Nel suo Paese, il Portogallo, la separazione delle carriere è ormai radicata da decenni. Quali sono stati, in concreto, i principali risultati e quali criticità si sono manifestate nel tempo?

In Portogallo, prima della separazione delle carriere, la carriera del Pubblico Ministero veniva considerata come una carriera preparatoria per l’ingresso nella magistratura giudicante. Il sostituto procuratore era visto come una figura di minor valore rispetto al magistrato giudicante, poiché solo se avesse fatto carriera per un numero significativo di anni nella magistratura requirente avrebbe raggiunto quest’ultima posizione. D’altra parte, i giudici che si sono distinti nell’esercizio di ruoli di leadership sono stati nominati ​​ad occupare posizioni di vertice nel Pubblico Ministero. Questo comportava, tra l’altro, due conseguenze molto negative. In primo luogo, la carriera del Pubblico Ministero veniva percepita come una carriera di minor valore, riducendo così la sua rilevanza istituzionale e il prestigio sociale del ruolo. In secondo luogo, la carriera preparatoria del Pubblico Ministero alimentava tra i giudici un pregiudizio endemico favorevole all’accusa, danneggiando così gravemente il principio accusatorio, la presunzione di innocenza e il giusto processo. Questi aspetti problematici sono stati definitivamente superati con la separazione delle carriere. In sintesi, la separazione delle carriere ha rafforzato l’indipendenza del potere giudiziario e incrementato le garanzie per i cittadini.

In che modo l’esperienza portoghese può aiutare a comprendere il senso autentico di questa riforma in Italia, anche alla luce delle differenze tra i due ordinamenti?

Sì. L’esperienza portoghese può essere molto utile per la riforma italiana, per tre motivi. In primo luogo, condividiamo gli stessi valori costituzionali e impegni internazionali nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, e in particolare sia l’Italia che il Portogallo sono vincolati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In secondo luogo, i codici di procedura penale italiano e portoghese sono molto simili, poiché il legislatore portoghese ha seguito da vicino il processo di riforma del 1987 in Italia. In terzo luogo, i due popoli hanno dovuto lottare nel XX secolo contro la dittatura politica e il dispotismo di Stato e in entrambi i paesi la riforma della procedura penale ha rappresentato un passo fondamentale verso la democratizzazione del regime politico e la sottomissione di tutti gli organi dello Stato ai diritti fondamentali. La separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri è stata un elemento cruciale di questo processo in Portogallo, e non c’è motivo per cui ciò non debba accadere anche in Italia.

Ritiene che una formazione comune dei magistrati – come avviene in Portogallo – sia una condizione essenziale perché la separazione funzioni anche nel nostro sistema?

Sì. Il successo della separazione delle carriere in Portogallo è stato in larga parte dovuto alle riforme concomitanti dello statuto del Pubblico Ministero, della formazione professionale dei magistrati e del processo penale. Giudici e pubblici ministeri ricevono ora una formazione comune e possono scegliere una delle due carriere nella magistratura. Le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri sono state strutturate in parallelo, cioè con lo stesso insieme di diritti e doveri a tutti i livelli. Le incompatibilità, gli obblighi e le sanzioni in caso di procedimento disciplinare sono stabiliti, per legge, in modo identico dalla legge per entrambe le categorie. Questa innovazione è stata concepita, parallelamente, con l’istituzionalizzazione di un sistema di formazione per i magistrati e con la creazione di un organismo pubblico, il Centro de Estudos Judiciários, Centro di Studi Giuridici, con competenze per la formazione preparatoria iniziale e continua di tutti i magistrati portoghesi. Da quel momento in poi, la formazione dei magistrati ha previsto una fase iniziale, che si tiene a Lisbona, di approfondimento delle conoscenze relative all’applicazione pratica del diritto, seguita da una fase successiva, nelle singole circoscrizioni, di perfezionamento delle tecniche processuali. Questo sistema di formazione ha comportato, da un lato, la necessità di elaborare piani di formazione iniziale distinti per le due magistrature, ma ha preservato, dall’altro, l’esistenza di moduli di formazione comuni per i magistrati giudiziari e i pubblici ministeri. Inoltre, i Consigli superiori delle due magistrature (Conselho Superior da Magistratura e Conselho Superior do Ministério Público) partecipano attivamente, attraverso i loro rappresentanti negli organi interni del Centro di Studi Giuridici, a tutto il processo di selezione e formazione dei magistrati, compresa l’individuazione delle nuove esigenze emergenti nella formazione continua. Questo modello di formazione congiunta dei magistrati ha evitato una spaccatura nella cultura professionale dei giudici e dei Pubblici Ministeri.

A suo avviso, la riforma delle carriere è una riforma politica o, piuttosto, una riforma che incide sulle garanzie del cittadino e sulla qualità della giurisdizione?

Non ho dubbi che questa riforma aumenta le garanzie del cittadino e migliora la qualità della giustizia, in particolare di quella penale, e in questo senso è una riforma politica nel senso nobile del termine, intendendo la politica come servizio al bene comune, al bene di tutti i cittadini della polis.

Nel dibattito italiano si teme che la separazione possa indebolire l’indipendenza del Pubblico Ministero o favorirne forme di subordinazione all’esecutivo. L’esperienza portoghese insegna il contrario?

Sì. In Portogallo, la separazione delle carriere non ha contribuito a una “logica securitaria” del Pubblico Ministero, né tantomeno al suo allontanamento dalla “cultura della giurisdizione”, poiché il Pubblico Ministero, nel quadro costituzionale portoghese, fa parte di una magistratura indipendente dal Governo.

In Portogallo, il Pubblico Ministero è inserito in una magistratura autonoma e indipendente dal Governo. Quali garanzie istituzionali ne assicurano l’effettiva autonomia, anche rispetto al potere politico?

Secondo la Costituzione portoghese, il Pubblico Ministero gode di autonomia rispetto agli altri organi del potere centrale, regionale e locale. L’autonomia del Pubblico Ministero è caratterizzata dal fatto di essere vincolata a criteri di legalità e dall’esclusiva soggezione dei pubblici ministeri alle direttive, ordini e istruzioni previsti nel loro statuto, nell’ambito della loro gerarchia interna. Nei procedimenti penali, il Pubblico Ministero deve esercitare l’azione penale nel rispetto del principio di legalità, indagando sul caso con imparzialità e tenendo in considerazione tutti gli elementi a carico o a discarico dell’indagato o imputato. È importante sottolineare che il Procuratore Generale della Repubblica è l’unico magistrato della Procura della Repubblica scelto dal potere politico, ovvero dal Presidente della Repubblica su proposta del Primo Ministro. Tuttavia, il Procuratore Generale non è politicamente responsabile nei confronti del Presidente della Repubblica o del Primo Ministro.

In definitiva, è favorevole a questa riforma per come è oggi prospettata? E per quale ragione principale?

In sintesi, la separazione delle carriere rappresenta una conquista fondamentale per la democrazia portoghese, che ha avuto successo nella pratica. Questo è una opinione condivisa tra giudici, Pubblici Ministeri, avvocati e, più in generale, dalla società civile. Sono certo che questa riforma avrà lo stesso successo in Italia, se verrà adottata, producendo nel vostro Paese gli stessi risultati positivi che ha avuto nel mio. Come cittadino europeo e amico dell’Italia, non potrei chiedere di più.