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FORMULARIO PER LA PROPOSIZIONE DELLA  QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

FORMULARIO PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

INTRODUZIONE AL FORMULARIO PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.

OSSERVATORIO CORTE COSTITUZIONALE – FORMULARIO PER LA PROPOSIZIONE DELLA QUESTIONE DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE.PDF

PELLIZZONE-ROMANO – INTRODUZIONE AL FORMULARIO PER LE QLC.PDF

di Irene Pellizzone[1] e Stella Romano[2]

Il formulario per la proposizione della questione di legittimità costituzionale, redatto a cura dell’Osservatorio Corte Costituzionale, intende offrire una breve ed essenziale guida rivolta agli avvocati penalisti che si scoprano a meditare un dubbio di costituzionalità e vogliano investire la Corte Costituzionale della relativa questione.

Tale guida pratico–operativa, senza aspirare ad alcuna pretesa di esaustività, si pone il precipuo scopo di tracciare delle coordinate minime cui il difensore possa fare riferimento nel valutare la prospettazione di un incidente di costituzionalità, e di offrire talune indicazioni circa i presupposti e i limiti in cui la questione può avere maggior margine di essere proficuamente coltivata. Una bussola di orientamento essenziale per l’avvocato penalista, insomma, che possa guidarlo nel prospettare dinnanzi al giudice a quo – il “portiere” che schiude l’accesso al giudizio di costituzionalità – un dubbio sulla compatibilità di una certa disposizione interna con un precetto costituzionale, con ricadute consequenziali di immediato impatto sul caso concreto e – il più delle volte – sulla tutela dei diritti fondamentali del proprio assistito.

Questo breve vademecum acquisisce una più vivida funzione laddove si consideri che, nella materia penale, l’interprete deve spesso districarsi – da un lato – in un groviglio di fonti domestiche, internazionali e sovranazionali, anche di origine giurisprudenziale, e dall’altro fare i conti con i limiti posti al sindacato della Corte dalla riserva di legge in materia penale, o dalle strettoie che – pur meno rigide oggi rispetto al passato – continuano a segnare i confini del potere di intervento della Corte specie in sede di controllo di ragionevolezza e proporzionalità della pena.

Il formulario analizza innanzitutto, attraverso una selezione ragionata di estratti e citazioni giurisprudenziali, la prima fondamentale condizione di ammissibilità di una questione incidentale di legittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge: la legittimazione del remittente a sottoporre il quesito all’esame della Corte, ovvero la sua idoneità a porsi come soggetto abilitato ad introdurre in via d’eccezione la questione ai sensi delle pertinenti disposizioni normative.

Il focus poi si concentra sul requisito della “rilevanza” e sull’incidentalità del giudizio di legittimità costituzionale, nelle peculiari connotazioni e criticità derivanti dalla loro applicazione alla materia penale, rivelandosi in quel collegamento logico-funzionale in cui la proposizione della questione risulta corretta (e quindi ammissibile) solo ove il dubbio di costituzionalità sia prospettato rispetto ad una norma non solo genericamente applicabile nel giudizio a quo, ma anche dotata di diretta incidenza sulla sua definizione.

Analoga attenzione è stata riservata poi al requisito della “non manifesta infondatezza” ed al suo graduale inspessimento per effetto dell’obbligo di interpretazione costituzionalmente conforme, attraverso la ricostruzione dell’ampio ventaglio di parametri costituzionali e convenzionali che possono venire in rilievo in materia penale. È a tale riguardo che emerge plasticamente il potere indiretto di iniziativa dell’avvocato penalista, che origina nella difesa di un diritto fondamentale dalla menomazione radicata nella applicazione della legge ritenuta incostituzionale, e che vale a compulsare la “doverosità” dell’esercizio del potere del giudice a quo di sospendere il processo e rimettere la questione, implicando, per contro, un preciso onere motivazionale, laddove l’interprete ravvisi la carenza del requisito di “non manifesta infondatezza”.

In definitiva, il vademecum intende mettere in luce, ambientandoli nello spazio di sollecitazione dell’avvocato, gli accorgimenti ricavabili dalla giurisprudenza costituzionale in merito alla formulazione delle componenti necessarie per la prospettazione dell’eccezione di incostituzionalità, compresi i relativi oneri argomentativi, che possono prendere corpo, volta a volta, in memorie, note di udienza, atti formali o anche semplici eccezioni orali, a far sì che una questione di costituzionalità abbia maggiori chances di successo.

Uno strumento che, aderendo allo spirito del Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo, vuole contribuire ad affermare la più alta funzione dell’avvocato e, in particolar modo, dell’avvocato penalista, chiamato a fare vivere la Costituzione e i suoi diritti fondamentali nell’esercizio quotidiano della difesa nelle aule di giustizia.

 

[1] Prof.ssa associata di diritto costituzionale presso l’Università statale di Milano e componente Osservatorio Corte Costituzionale UCPI.

[2] Avvocato, Dottore europeo di ricerca in diritto costituzionale presso l’Università di Bologna, Componente Osservatorio Corte Costituzionale UCPI.